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Ma il tormento maggiore non è lavorare.
La tortura più dolorosa ed innaturale è quella subita da chi, pur avendo talento, è costretto a non usarlo o a usarlo in misura inferiore a quanto potrebbe. L’essere umano ha una natura bizzarra: si sente vitale soltanto quando può esprimere al massimo le proprie possibilità. Nella nostra società, che ripone la sua etica nell’impegno, non si accenna quasi mai alla peculiare tortura cui essa sottopone chi ha delle capacità, costringendolo a usarle parzialmente e con un ritmo più lento di quello a lui possibile. Le doti intellettuali e fisiche dell’essere umano si sono sviluppate progressivamente: oggi un ragazzo di quindici anni può essere considerato un adulto. Inoltre la nostra società non ha più a disposizione guerre in cui utilizzare immediatamente i giovani: essa è chiusa nella ferrea morsa della gerontocrazia. In questo si manifesta l’altra faccia ipocrita di una società che fonda la sua etica soltanto sull’impegno e sul costruire, di una società che costringe l’essere umano a compiere ciò che gli è più penoso.
Yukio Mishima, Lezioni spirituali per giovani samurai, 1969