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2011 dicembre 26 - |

Daily Archives: 26 dicembre 2011

Auguri

Eravamo così poveri che a Natale il mio vecchio usciva di casa, sparava un colpo di pistola in aria, poi rientrava in casa e diceva: spiacente ma Babbo Natale si è suicidato.

Jake La Motta

L1060602 bertrand Gli auguri sono arrivati e sono partiti, il grande saluto collettivo prosegue e si allunga come ogni fine anno, commerciale o sentimentale, generoso o circostanziale. Un paio di anni fa, ho notato, mi arrivavano molti più sms, auguri di amici e zii e cugini, vicini e lontani, lunghi, corti, medi, composti o acquistati, ripresi e misurati. Ogni tanto arriva anche l’augurio dal numero sconosciuto che cominci a chiederti chi sarà mai e allora ti scervelli e poi indaghi con un messaggio: “ho perso il telefono e non ho più il tuo numero” (quanti cazzo di telefoni hai perso quest’anno?), oppure fingi e intavoli tutto un epistolario di messaggini finché a pasqua di due anni dopo scopri che il tipo aveva sbagliato numero.  Non so se sono io che uso molto meno il telefono ma già dall’anno scorso ho notato un cambiamento, non arrivavano più gli auguri a clone sms, i modelli risparmia tempo e cervello “one size fits all” spediti in massa a tutti i 2581 contatti della rubrica: “Buone feste a te e a tutti i tuoi cari” o “Un augurio felice di Buon Natale a tutta la famiglia”. C’è sempre tra i contatti un orfano che l’ha appena mollato la fidanzata o la moglie gli ha fatto le corna. Auguri… Però i programmatori di messaggi di massa si erano già organizzati con i messaggi stampa-unione: “Auguri Bertrand e che il 2011 sia pieno di gioia”. Che bello sentirsi chiamare per nome… Qualcuno però meno abile in tecnologia si era fatto sfuggire il vero messaggio sorgente: “Auguri [nome] e che il [anno] sia pieno di [sentimento]“. Un bello schema a campi da riempire per ciascuno con nome e dati personalizzati e adattati. Così in dieci minuti mentre si digerisce il panettone mandi tutti gli auguri e puoi passare il resto delle vacanze davanti alla playstation. E magari dopo le feste uno può riutilizzarlo proficuamente: “Auguri [stronzo] e che il [2012] sia pieno di [merda]“. One sms fucks all.

Quest’anno pochi messaggi sul telefono. Forse la maggior parte dei presenzialisti delle feste si sono spostati su facebook o mandano le mail con l’iphone. Meglio. Non è che sono un nonno antitecnologico o un depresso antinatalizio, e non c’è niente di meglio di un augurio lontano e inaspettato, ma quando leggo tanta chiacchiera senza mittente penso a quanto è piacevole il silenzio che mi regalano quelli che non mi chiamano: forse mi pensano, ma anche se non lo facessero, mi regalano più di quanto non mi possano rubare. E ora tocca a me fare gli auguri a tutti: che siamo tutti più reali…

 

bertraudio

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